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05.12.2003

"ISTRUZIONE,RICERCA,IMMIGRAZIONE: LA POLITICA EUROPEA NEL CONTESTO DELLA GLOBALIZZAZIONE"

Intervento del Capo del Dipartimento per l'Immigrazione e le Libertà Civili - Pref. Anna Maria D'Ascenzo

"ISTRUZIONE,RICERCA,IMMIGRAZIONE:
LA POLITICA EUROPEA NEL CONTESTO DELLA GLOBALIZZAZIONE"
Conferenza Europea

Roma, 5  dicembre 2003
Aula I "Ezio Tarantelli", Facoltà di Economia,
Università di Roma "La Sapienza" Via del Castro Laurenziano, 9,Roma

 

Autorità, Signore e Signori, gentili ospiti, mi è particolarmente gradito essere presente stamattina all'apertura di questa Conferenza che chiude, per quanto riguarda il Ministero dell'Interno, nell'ambito del semestre di  Presidenza Italiana dell'Unione Europea, il programma degli eventi organizzati per offrire occasioni di dibattito sui temi di maggiore attualità e di più elevato profilo per il futuro della nostra Europa.
Il Ministro dell'Interno, purtroppo impossibilitato ad essere presente per un impegno imprevisto, mi ha incaricato di portare il suo saluto e il suo ringraziamento a quanti oggi hanno voluto essere presenti e in modo particolare all'Università "La Sapienza", al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca che, unitamente all'Ministero dell'Interno, si sono fatti carico dell'organizzazione di questo incontro.
Un ringraziamento sentito va poi alla Commissione Europea e a UNICA, la rete delle Università delle Capitali d'Europa, per aver sostenuto l'iniziativa e aver accettato di essere presente con propri autorevoli esponenti.
Il Dipartimento che dirigo, quello delle Libertà civili e dell'immigrazione, ha il compito di approfondire e gestire i fenomeni migratori nella loro complessità, sia per gli aspetti riguardanti gli ingressi che per l'integrazione degli stranieri legalmente presenti nello Stato  italiano, fino ad arrivare al riconoscimento del diritto alla cittadinanza.
La Presidenza Italiana dell'Unione Europea ha ritenuto di porre in evidenza  la necessità che la politica europea in materia di immigrazione sia giustamente bilanciata tra il necessario contrasto dell'immigrazione clandestina ed una corretta gestione degli ingressi legali.
Dobbiamo notare con rammarico che, al momento, a livello europeo avanzano sicuramente con maggiore speditezza le iniziative tese al contrasto, mentre trovano maggiore difficoltà le iniziative volte ad armonizzare le legislazioni nazionali in materia di ingressi legali.
L'intenzione di questa Presidenza Italiana è stata quella di far avanzare il dibattito sulle proposte, presentate dalla Commissione in questa delicata  materia al fine di giungere, ove possibile, a risultati condivisi e, ovviamente positivi o, comunque, a far emergere con chiarezza le numerose difficoltà incontrate affinché la Commissione stessa e il Consiglio dei Ministri dell'Interno potessero adottare le decisioni conseguenti.
Tra i temi che riguardano l'immigrazione (in senso lato) nel  futuro dell'Europa, vi sono certamente, quelli che riguardano gli ingressi di studenti e di ricercatori provenienti da paesi terzi. 
  Queste  tematiche sono di grande rilievo in questa epoca sempre più globalizzata, nella quale appare indispensabile agevolare la mobilità di tutti coloro che operano nel settore dell'istruzione e della ricerca. Le loro esperienze, le  professionalità acquisite in settori specifici, i loro contributi innovativi devono poter  circolare senza problemi, in tutti i Paesi, nel Mondo.
Oggi la cultura educativa tende sempre più ad allargarsi. La formazione si è da tempo affrancata dai modelli rigidi della tradizione: i contenuti ed i metodi della didattica di molte discipline,(dalla matematica alle lingue straniere), sono condivisi dai sistemi di istruzione dei vari Paesi, anche se ogni Paese mantiene, comunque,  una propria tradizione educativa, senza perdere le proprie peculiarità.
 La crescente presenza di stranieri in Europa apre una sfida complessa; bisogna saper inventare un nuovo modo di conciliare le istanze dell'universalità, oggi rafforzate dai processi di globalizzazione, con quelle della particolarità all'interno di una comprensione comparativa delle questioni.
 
In Italia si è cercato di introdurre negli anni molteplici elementi di  educazione interculturale; in particolare con interventi volti a favorire, da un lato l'apprendimento della lingua italiana e dall'altro la valorizzazione della lingua e cultura d'origine degli stranieri.
 Il testo unico sull'immigrazione ha previsto, infatti,  che la comunità scolastica accolga le differenze linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento del rispetto reciproco, dello scambio, tra le culture e della tolleranza. La presenza di comunità multietniche, portatrici di culture diverse, viene focalizzata come una risorsa che arricchisce la  cultura tradizionale.
L'educazione interculturale, si lega quindi, all'Europa ed alla mondialità, all'educazione ai diritti umani ed alla pace, alla cooperazione internazionale ed allo sviluppo e inquadra l'inserimento degli studenti stranieri nell'ambito di un contesto più generale di integrazione reciproca tra "altri".
La Legge Italiana   prevede da anni  l'obbligo scolastico anche  per i bambini stranieri  privi di  permesso di soggiorno: consente l'iscrizione universitaria degli stranieri in possesso di opportuni titoli di studio anche conseguiti all'estero: e riconosce a tutti la possibilità di accedere  alla formazione professionale.
La nostra normativa disciplina l'ingresso in Italia di persone destinate a svolgere attività didattiche, prevedendo la possibilità di entrare nel nostro Paese,  senza dover sottostare alle limitazioni delle quote di ingresso previste annualmente per i lavoratori stranieri, ai  Professori Universitari ed ai Ricercatori destinati a svolgere in Italia un incarico accademico o un'attività retribuita di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia e  ai lettori universitari di scambio o di madre lingua.
  Anche l'emanando  regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini - la nuova normativa che ha introdotto sostanziali modifiche al Testo Unico per l'immigrazione - fisserà ulteriori facilitazioni per i Professori Universitari e per i Ricercatori consentendo loro di poter essere assunti dalle Università o da istituti di istruzione superiore e di ricerca, pubblici o privati  anche a tempo indeterminato.
Lo stesso futuro regolamento pone una particolare attenzione all'ingresso in Italia per motivi di studio, prevedendo precise modalità nel rilascio dei necessari visti ed introducendo una disciplina specifica per l'accesso alla formazione professionale, che verrà consentita per la frequenza a corsi organizzati da enti di formazione accreditati.
 Di certo l'incontro odierno offrirà interessante materia di riflessione per tutti anche perché  si presenta come un occasione molto utile per mettere intorno ad uno stesso tavolo i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di immigrazione e di educazione, nonchè il mondo accademico e le organizzazioni internazionali.
 La partecipazione di esponenti dei Paesi in via di adesione alla Unione Europea contribuirà ad arricchire il dibattito portando, non solo la  loro esperienza,  ma soprattutto indicando le aspettative che essi hanno nei confronti dell'Unione, della quale entreranno a far parte.
 Desidero concludere augurando a tutti un proficuo utile lavoro.