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Interventi e interviste

2009 - Interviste - Ministro Roberto Maroni (08.05.2008-16.11.2011)

31.12.2009

Maroni: terrorismo islamico, scatta il massimo livello di allerta

Intervista del ministro dell'Interno al quotidiano laPadania

 «Da noi il rischio è l'attentato in franchising. No alle norme sulla cittadinanza breve»

Intervista di Alessandro Montanari

Ministro Maroni, il fallito attentato sul volo per Detroit ripropone l'allarme Al Qaeda. Qual è il livello di pericolo per il nostro Paese?
«Il livello di attenzione è massimo. Lo abbiamo innalzato subito dopo le notizie giunte dall'Olanda ma è dall'll settembre 2001 che sappiamo che tutti i paesi occidentali sono possibili bersagli di attentati. Per quanto riguarda l'Italia il rischio è soprattutto il terrorismo in franchising, quello che abbiamo già sperimentato con il 'mezzo attentato' di Mohammed Game. Il pericolo arriva cioè dal singoli che, imbevuti di fondamentalismo, si decidono a compiere un attentato utilizzando il know how che viene loro fornito da internet o da contatti personali. Proprio per questo motivo, però, la vigilanza dovrà essere massima e per garantirla dovremo ricorrere, come sempre, ai servizi di informazione ma anche ad una rigida applicazione della Legge Bossi-Fini sull'immigrazione».

Tutto il contrario della linea sostenuta da chi si batte per la cittadinanza breve.
«Le maglie delle norme per ottenere la cittadinanza non devono assolutamente essere allargate. Semmai io penso che si dovrebbe fare il contrario».

L'Olanda ha annunciato che adotterà i body scanner negli aeroporti. Farete lo stesso?
«Conosciamo questi strumenti e, a livello europeo, stiamo già effettuando delle valutazioni. Si stanno analizzando soprattutto due questioni: la prima legata all'efficacia effettiva di questo strumento e la seconda legata all'invasione della privacy connessa a questo tipo di controllo. Personalmente, anche se riconosco che non eliminanoil rischio al cento per cento, sono favorevole ai body scanner. Comunque, se il Garante della Privacy dice no, non possiamo utilizzarli».

A Genova la giunta di sinistra si appresta a concedere gratuitamente ai musulmani un terreno per costruire moschea e minareto. L'opposizione vuole un referendum per far pesare la volontà dei genovesi. Cittadini contro il Palazzo, insomma: come si risolvono questi conflitti?
«Penso che su temi così delicati la polltica non possa decidere senza ascoltare il sentimento popolare. Se poi si tratta di un terreno pubblico, allora conoscere la volontà popolare diventa addirittura imprescindibile. Quella della giunta genovese mi pare perciò una decisione sbagliata e da sottoporre a referendum consultivo. Che il comune può fare benissimo perché lo hanno già fatto altre città importanti, come ad esemplo Bologna».

Adesso poi c'è anche il pericolo dei folli: dopo l'aggressione a Beriusconi, quella al Papa. Di contro però c'è la volontà della politica di stemperare i toni e collaborare alle riforme. È ottimista?
«Sono ottimista di natura e credo che la decisione di Berlusconi di perdonare il suo aggressore sia un segnale molto forte al mondo politico. Questo esempio deve essere seguito da tutti. Continuare sulla strada dell'aggressione reciproca, d'altra parte, non conviene a nessuno perché l'unico esito possibile sarebbe il discredito della classe politica. Che, come noto, favorisce le lobbies e tutti quelli che hanno interesse ad avere una politica soggiogata».

Nella lotta alla mafia è stato «un anno straordinario». Lo ha detto il Questore di Palermo e anche Roberto Saviano le ha riconosciuto di essere «uno dei migliori ministri dell'Interno di sempre».
«Ciò che mi inorgoglisce di più è il fatto di essere riuscito, insieme ai vertici delle Forze dell'ordine, alla Polizia, al Carabinieri e alla Guardia di Finanza, a creare un clima tale per cui la lotta mafia ha ripreso vigore. Credo che il compito di un Governo sia proprio quello di far capire, con l'esempio, alla criminalità organizzata che non c'è spazio per un atteggiamento tenero. In questi 18 mesi abbiamo arrestato 21 del 30 latitanti più pericolosi, sequestrato beni per oltre 6 miliardi di euro, elaborato il "modello Caserta" esportandolo poi con successo in altri luoghi critici. Abbiamo dimostrato che lo Stato c'è e che ha ingaggiato contro le mafie una guerra totale per riappropriarsi del territorio».

I complimenti di Saviano se li aspettava?
«Mi hanno fatto molto piacere. Mi ha fatto ancora più piacere, tuttavia, la testimonianza di un imprenditore di Caserta che mi ha ringraziato spiegandomi che, proprio grazie a quello che stiamo facendo, gli è tornata la fducia nello Stato e la voglia di tornare ad investire nella sua azienda. È il segnale di quella riscossa della società civile in cui tutti noi speravano».

Ministro, oggi il Cie di Lampedusa è chiuso per mancanza di ospiti. Un risultato clamoroso che sulla stampa, però, è passato praticamente sotto silenzio.
«La politica di contrasto all'immigrazione clandestina è uno dei motivi per cui la Lega ha chiesto e ottenuto il ministero dell'Interno. Fermare gli sbarchi era un compito difficile, da alcuni considerato persino impossibile. I dati però parlano chiaro e dicono che, da quando abbiamo iniziato ad attuare l'accordo con la Ubia, gli sbarchi sono diminuiti di oltre il 90%. È un risultato eccellente, addirittura insperato, che abbiamo ottenuto resistendo agli attacchi costanti di quelli che, parafrasando Sciasela, definirei i "professionisti dell'antirazzismo". Quelli che prima ci accusavano di non riuscire a fermare gli sbarchi e che poi ci hanno accusato di averli fermati».

Quale sarà il prossimo passo su questo fronte?
«A gennaio, intanto, andrò ad Agrigento ad annunciare come abbiamo deciso di utilizzare tutte le strutture realizzate a Lampedusa per accogliere i clandestini e che oggi, fortunatamente, sono vuote. Per il 2010 invece l'obbiettivo è continuare sulla stessa strada. Se nel 2009 abbiamo ridotto gli sbarchi di clandestini del 90%, per il 2010 puntiamo al 100%».

Resta però il neo del reato di immigrazione clandestina, che resta praticamente inapplicato nelle Aule di Tribunale.
«Non è un neo per noi, ma per chi disapplica la legge. In questo caso, infatti, non c'è nessun problema di obiezione di coscienza e ricordo che quando un magistrato non applica la legge commette un reato. Io l'ho detto chiaramente e mi hanno accusato di voler intimidire i magistrati. Noi, ad ogni modo, continueremo sulla nostra linea senza timori e forti del fatto che tutte le richieste di intervento contro l'Italia non hanno portato finora ad alcun risultato. L'unico organismo che poteva intervenire, infatti, e cioé la Commissione Europea, ha detto che tutto quello che stiamo facendo è conforme alle norme Internazionali».

Con il sì delle società calcistiche alla tessera del tifoso ha praticamente completato tutto il programma di lavoro annunciato per il 2009. Che obbiettivi si pone per il prossimo anno?
«Ripartire dal 2009 che, anche grazie alle nuove politiche di sicurezza urbana, ha registrato un calo complessivo dei reati di circa il 9%. Per il 2010 proseguiremo sulla strada della sicurezza urbana ma ci concentreremo in particolare sulla lotta a criminalità organizzata e terrorismo. La nostra ambizione è quella di sferrare l'attacco finale a tutte le mafie».



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