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Europa

09.05.2002

I Comitati Provinciali per l'Euro

Monitoraggio ed informazione nell' ultimo mese di "change-over" ed una eurocard con e-mail, fax, telefono dei C.E.P. ai quali chiedere aiuto in caso di necessità

In considerazione delle difficolta' che potrebbero derivare per i cittadini con l'introduzione della nuova moneta, la Commissione europea ha elaborato un programma di monitoraggio dell'andamento della fase del change-over in tutti i Paesi aderenti all'euro.
Tale attività di verifica viene svolta dalla Commissione europea con il supporto di un organismo di riferimento per ciascun Paese, che per l'Italia è il Segretariato generale del Comitato euro, istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze.
Un importante contributo nell'attuazione del monitoraggio - ai fini della conoscenza di aspetti più direttamente connessi alla realtà del territorio - è richiesto ai Prefetti, quali presidenti dei Comitati provinciali per l'euro. Si tratta di una collaborazione rivolta a consentire la immediata conoscenza a livello centrale di eventuali disfunzioni che emergono sul territorio nella dinamica di passaggio alla nuova moneta, in particolare con riferimento ai potenziali disagi per il cittadino.
Così, gli Uffici Territoriali di Governo, quali sedi dei Comitati Provinciali per l'Euro, divengono un importante punto di riferimento per i cittadini e per le esigenze rappresentate dalla cittadinanza.

Cosa sono i Comitati Provinciali per l'Euro (C.E.P.)? 
Con il decreto 6 agosto 1997 (G.U. n. 207 del 05/09/1997) il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ha disposto la costituzione in ciascuna provincia di un comitato provinciale per l'euro (CEP), quale struttura locale funzionalmente collegata al Comitato Euro (istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze).
I Comitati provinciali per l'euro (CEP), costituiti in ciascuna Provincia e attivi dal 1° gennaio 1998, hanno funzioni di raccordo tra l'Amministrazione statale e gli enti locali. Assicurano la massima informazione in ordine al processo di introduzione dell'euro e verificano l'attuazione in sede locale del processo stesso.
I CEP, istituiti con Decreto del Ministro del Tesoro del 6 agosto 1997 sono presieduti dai singoli prefetti, che ne nominano i componenti, avendo cura di assicurare la presenza dei rappresentanti delle seguenti categorie: uffici periferici dei Ministeri del Tesoro, delle Finanze, della Pubblica istruzione, amministrazione provinciale, Comuni al di sopra di 15.000 abitanti, Camere di commercio, Banca d'Italia, uffici di Tesoreria provinciale, banche, categorie produttive e professionali, sindacati, consumatori.
I CEP si avvalgono delle Camere di commercio per il coordinamento tecnico operativo.

Da chi sono composti? 
I CEP sono presieduti dal Prefetto e si avvalgono delle camere di commercio per il coordinamento tecnico operativo. Il prefetto ne nomina i componenti avendo cura di assicurare la presenza dei rappresentanti delle seguenti categorie: 

  • uffici periferici del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e del Ministero delle finanze e del Ministero della pubblica istruzione; 
  • amministrazione provinciale; 
  •  comuni al di sopra di 15.000 abitanti nell'ambito della provincia interessata, in numero non superiore a tre; 
  • camera di commercio; 
  •  Banca d'Italia; 
  •  uffici di tesoreria del comune capoluogo di provincia; 
  •  banche, categorie produttive e professionali (non più di dieci); 
  •  sindacati (non più di quattro); 
  • consumatori (non più di due).

Ciascun CEP costituisce al suo interno un comitato esecutivo, composto da non più di sette membri, che si riunisce almeno una volta al mese, con potere d'istruttoria, di proposta e di attuazione in relazione alle iniziative di competenza del CEP.

Che funzioni hanno? 
Il comitato provinciale per l'euro, presieduto dal Prefetto, ha funzioni di raccordo fra l'amministrazione statale e gli enti locali, in particolare allo scopo di assicurare la massima informazione in ordine al processo di introduzione dell'euro, di verificare l'attuazione in sede locale del processo stesso, di esaminare gli eventuali problemi in ordine a specifici adempimenti e più in generale all'adeguamento delle pubbliche amministrazioni all'introduzione dell'euro, anche con riferimento alle conseguenze per quanto riguarda i rapporti fra cittadini e pubbliche amministrazioni e la miglior resa delle prestazioni amministrative alle comunità interessate (art.1 decreto 6 agosto 1997 del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica).



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