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Europa

12.02.2004

Gorizia: cade l'ultimo pezzo di "cortina di ferro"

Il sindaco Brancati ed il collega sloveno Brulc hanno simbolicamente abbattuto il confine che da cinquant'anni separava la città da Nova Gorica

Con due chiavi inglesi che svitano i bulloni di una rete è caduto l'ultimo residuo ancora esistente di "cortina di ferro" in Europa.
Questo atto simbolico dei due primi cittadini di Gorizia, Vittorio Brancati, e della slovena Nova Gorica, Mirko Brulc, ha riunificato l'ultima città europea divisa da più di cinquant'anni da un confine di Stato.
Parte ora il cantiere che rifarà il "look" alla piazza della Transalpina a Gorizia, in vista della notte del 30 aprile, quando ci sarà la solenne cerimonia ed i festeggiamenti per l'ingresso della Slovenia nell'Unione europea con la partecipazione annunciata del Presidente della Commissione europea Romano Prodi e, il giorno dopo, l'imponente manifestazione predisposta dalle organizzazioni sindacali italiane e slovene in occasione della festa nazionale del lavoro.
Una collaborazione dei sindaci, ancora una volta in termini 'transfrontalieri', per demolire l'ultimo muro della vecchia "cortina di ferro" sopravvissuto alla caduta dei regimi socialisti del Patto di Varsavia, che prosegue nella ricerca dei migliori modi di integrazione delle comunità: il rifacimento della piazza della stazione e di tutta l'area limitrofa darà infatti alle due realtà l'opportunità  di superare fisicamente e concettualmente il confine, sfruttando il comune elemento naturalistico e moltiplicando le possibilità di comunicazione e di interscambio.

12/02/2004