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Immigrazione

11.10.2007

Il ministro Amato ha presentato la ricerca Makno sull’immigrazione in Italia

Illustrate le guide 'In Italia, in regola' in otto lingue per gli immigrati

nostro servizio

Il problema del fenomeno dell’immigrazione è la sua complessità, in cui si rischia di perdersi o di uscirne attraverso nocive semplificazioni. Lo ha spiegato il ministro dell’Interno Amato al convegno 'Gli immigrati: chi sono, come ci vedono, come li vediamo', che si è tenuto presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati.
Immigrazione le regoleNell’incontro è stata presentata la 'Ricerca sociale sull’immigrazione in Italia', curata da Makno e Consulting per il ministero dell'Interno, apprezzata dal ministro Amato proprio perchè «segnala la complessità del problema» immigrazione.
«Alcuni secoli di storia - ha spiegato Amato - ci hanno reso tendenzialmente bianchi e cristiani», ma dobbiamo essere disposti ad «accogliere le diversità», anche se ci sono alcune «diversità difficili da comporre». Allora, secondo il ministro, rimane da chiedersi se è il caso di alzare muri, come qualche Paese sta facendo, oppure essere più aperti come lo è stata l’America in passato: «Trovo difficile – ha scherzato Amato ricordando episodi di emigrazione nella sua storia familiare – fare ad altri ciò che non fu fatto a mia zia».
Le tendenze demografiche in atto sembrano portare verso un Paese sempre più vecchio e in declino, ha spiegato Amato, e noi dobbiamo «attrezzarci ad affrontare l’immigrazione, tenendo conto delle sfaccettature», ci vuole pragmatismo. «Gli italiani non sono così aperti, vanno convinti» ha detto Amato.
Senza ideologiche posizioni e trascinamenti emotivi, ha sostenuto il ministro, «dobbiamo giocare le nostre carte con realismo». Occorre «capire cosa abbiamo in comune al di là delle nefandezze del passato» che non devono più accadere, «non può esserci compromesso con il male».
Il ministro si è soffermato, inoltre, su alcuni punti più volte ribaditi: prima di tutto la necessità di conoscere «chi viene a predicare la religione islamica» nel nostro Paese, un problema che potrebbe essere risolto dalla legge ferma in Parlamento, ma anche da un accordo «unilaterale a garanzia della stessa comunità musulmana»; poi le procedure dei ricongiungimenti familiari che devono essere semplificate perchè un uomo con la sua famiglia, ha spiegato il ministro, «ha un valore stabilizzante» per la società; infine, la cittadinanza che si deve dare a chi la vuole, ma bisogna conoscere la lingua italiana e «si devono condividere, e non solo conoscere», i valori fondanti della nostra società.

Immigrazione le regoleNel suo intervento introduttivo il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi ha osservato che «non è possibile adottare una strategia di governo dell’immigrazione, senza avere le antenne sempre orientate verso la società». «Occorre intercettare e orientare - ha detto - le dinamiche migratorie e le conseguenti dinamiche sociali» perchè né l’una né l’altra vengano negate.
«Il percorso di integrazione deve essere fatto non di ostacoli, ma di opportunità» ha sostenuto il sottosegretario, e «la legge Bossi-Fini appartiene al passato, anche la Turco-Napolitano» e oggi «servono regole, anche severe, ma fruibili».
Il Ministero dell’Interno, proprio per favorire la divulgazione di tali regole, ha prodotto un opuscolo informativo a cui hanno lavorato il Dipartimento delle Libertà civili e dell’immigrazione e il Dipartimento della Pubblica sicurezza. 

immigrazione in italia in regolaLa guida ‘In Italia, in regola’ è stata realizzata per spiegare nel modo più chiaro possibile, “anche se le regole burocratiche - ha osservato Amato - mantengono sempre la loro natura”, tutte le procedure che riguardano il mondo dell’immigrazione. E’ stata tradotta in 8 lingue, per raggiungere il maggior numero persone interessate, e stampata in un milione di copie. «Il meglio che si poteva fare per farle conoscere» - ha commentato il ministro - «senza intaccare il bilancio dello Stato» poiché le risorse sono state fornite da Intesa Sanpaolo.
La guida illustra le procedure che riguardano: prima assunzione dei lavoratori stranieri, rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, permessi in Questura, permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, richiesta di asilo, ricongiungimento familiare, minori, anagrafe, scuola, assistenza sanitaria e cittadinanza.
La pubblicazione è stata realizzata durante l’estate scorsa ed è soggetta a variazioni. Le procedure, infatti, possono subire modifiche, ma nel sito sono presenti le schede sempre aggiornate.

Nel corso della tavola rotonda, moderata dal direttore del TG1 Gianni Riotta, è intervenuto il Prof. Luca Riccardi sottolineando l’importanza della conoscenza lingua, quale «strumento fondamentale per l’integrazione». Anche il vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Allam, ha chiesto un intervento più incisivo per far conoscere a tutti la lingua italiana ed ha sottolineato la necessità di considerare la questione della formazione di ghetti, una realtà che, secondo Allam, già appartiene alle nostre scuole.
La 'Ricerca sociale sull’immigrazione in Italia' è stata illustrata dal dott. Mario Abis.

Tra gli altri erano presenti all’evento il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone, il portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), Laura Boldrini, e il presidente del Consiglio Italiano Rifugiati, Savino Pezzotta.