Home  |  Sala Stampa  |  Notizie  |  A Torino il primo 'Circolo della salute' per i detenuti minorenni

Notizie

2014 - Minori

06.05.2014

A Torino il primo 'Circolo della salute' per i detenuti minorenni

L'iniziativa è nata nell'ambito del progetto 'Sicurimpariamo al Ferrante Aporti' promosso dalla prefettura piemontese. On line un vademecum realizzato dai ragazzi

Nell'Istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino è attivo da quasi due anni il Circolo della salute e della sicurezza, struttura di coordinamento che promuove iniziative per la diffusione - e la messa in pratica - della cultura della sicurezza, della salute e del benessere negli ambienti carcerari.

Il Circolo, previsto come tipologia di struttura dai documenti-guida di livello internazionale in materia, esprime la voce dei giovani detenuti - 14-18 anni la fascia anagrafica degli ospiti, che arriva a 21 quando il reato è stato commesso prima della maggiore età - e quella degli operatori che lavorano in carcere con loro, dalla direzione dell'istituto alla Polizia penitenziaria, dal personale medico agli psicologi e mediatori culturali, proponendosi come luogo di incontro, confronto e scambio.

La struttura è nata nell'ambito del progetto 'Sicurimpariamo al Ferrante Aporti' promosso dal Comitato provinciale di studio e coordinamento sulla salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro operativo dal 2007 nella prefettura del capoluogo piemontese. I risultati del progetto, realizzato in collaborazione con il periodico 'Sicurezza e Lavoro' che ha curato le attività di informazione sui progetti del comitato, sono stati presentati ieri nella sede dell'ufficio territoriale del governo con la partecipazione del prefetto Paola Basilone.

Per la prima volta, ha sottolineato il viceprefetto Maurizio Gatto, coordinatore del Comitato, «i temi della sicurezza del lavoro entrano, nel quadro di un articolato progetto, all’interno di una struttura carceraria minorile, per realizzare un percorso formativo rivolto in una prima fase agli operatori, allo scopo di fornire loro gli strumenti necessari a operare con i giovani reclusi educandoli – nella seconda fase – a una cultura condivisa della sicurezza e salute nei luoghi di vita e di lavoro, anche in vista del loro rientro nella società civile».

Con l'avvio della prima fase del progetto, dedicata agli operatori del carcere, è stato distribuito loro un questionario finalizzato a mettere a punto percorsi di apprendimento mirati, mentre nella seconda fase, dedicata ai ragazzi, i partecipanti sono stati coinvolti in un gruppo di lavoro che ha prodotto, al termine del lavoro,un vademecum. Il documento, consultabile, on line, esplora, in un'ottica di prevenzione, tutti gli aspetti della vita in carcere legati all'igiene personale e degli ambienti di vita e di lavoro, e alla salute.
Tra i temi più approfonditi dai ragazzi, quello della salubrità dei luoghi dove vivono e lavorano e quello dell'inserimento nella vita lavorativa.

Il progetto è realizzato con il cofinanziamento dell’Inail e con il supporto di una serie di enti tra i quali l'Istituto comprensivo statale di via Sidoli, l'Università di Torino e l'azienda sanitaria locale n.1.