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Sicurezza negli stadi

02.02.2008

Un anno fa l’uccisione dell’Ispettore di Polizia Raciti: «La sua morte ci ha aperto gli occhi» ha affermato il capo della Polizia Antonio Manganelli alla cerimonia commemorativa

Il ministro dell’Interno Amato lo ha ricordato da Palermo nel corso di un meeting

Ispettore Raciti«Voglio ricordare l'ispettore Raciti. In quella morte c'è qualcosa che va al di là della violenza nel calcio, sono rimasto legato alla sua memoria, alla sua famiglia. Sua moglie è una donna straordinaria». Il ministro dell’Interno Amato ha ricordato con commozione la morte dell’Ispettore capo di Polizia Filippo Raciti intervenendo nel corso di una manifestazione organizzata dal Partito Democratico a Palermo.
«Mi sono trovato davanti più volte – ha osservato - la scena di quei ragazzi che per una notte intera hanno esercitato violenza davanti allo stadio scagliando pietre e altro. Questi ragazzi vanno puniti, ma la mia generazione si deve chiedere perchè i nostri figli e i nostri nipoti trovano la propria identità nel fare questo».

«Il sacrificio di Filippo ci ha aperto gli occhi. E' servito a farci capire che stava accadendo qualcosa di inaccettabile nel nostro Paese» ha affermato il capo della Polizia Antonio Manganelli nel suo intervento alla cerimonia in ricordo dalla morte dell’ispettore di Polizia, avvenuta il 2 febbraio del 2007, durante il derby di calcio Catania-Palermo.
Il Prefetto Manganelli si è fermato a riflettere sull’assassinio, perpetrato, ha detto, «da una mano criminale che ha dato sfogo a una furia assassina e a una violenza inaudita». L’uccisione, ha poi aggiunto, «non è soltanto il frutto di una violenza spontanea, teppistica, ma anche frutto di un contesto nel quale si è infilato il germe della criminalità organizzata e il germe di alcuni estremismi ideologici».
«Ci siamo attrezzati - ha proseguito Manganelli - abbiamo completato una serie di progetti e, a un anno di distanza, è cambiato molto. Sul piano statistico gli incontri di calcio terminati con feriti sono diminuiti del 70%, i feriti delle forze di polizia sono diminuiti dell'80%. Molte cose sono cambiate e stanno cambiando in meglio».
Le forze dell'ordine, ha assicurato il capo della Polizia, «continueranno con forza, determinazione e rigore» a proseguire «l'opera incominciata».
Negli stadi che non garantiranno le condizioni di sicurezza, ha infine annunciato Manganelli, non si giocherà, come non si giocherà se, dal prossimo 1° marzo, le società non saranno in condizione di mettere in campo gli steward, come previsto dalla legge.

Stadio Massimino di CataniaAlla cerimonia, che si è svolta nello stadio "Angelo Massimino" di Catania, è stata scoperta una scultura, realizzata dall'agente di Polizia Giorgio Bisanti, che ricorda la tragedia del 2 febbraio 2007. Successivamente è stata celebrata una messa in Cattedrale.
Hanno preso parte alla commemorazione, fra gli altri, i familiari del poliziotto, con la vedova, Marisa Grasso, il questore Michele Capomacchia, il presidente della Figc Giancarlo Abete, il sindaco di Catania Umberto Scapagnini e il presidente del Calcio Catania Antonino Pulvirenti.

La giornata commemorativa prosegue
In Questura il Prefetto Manganelli scopre una targa in ricordo di tutti i poliziotti caduti in servizio.
Allo stadio di Catania, alle 15.30, si disputa un torneo di calcio riservato ai ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni, 'Meno campioni, più uomini: gioca con gli altri, non contro gli altri', promosso dalla Figc di Catania in collaborazione con il Coni.
Alla 16 il Capo della Polizia depone una corona di fiori nel cimitero in cui Raciti è sepolto.
Alle 21, infine, la giornata si conclude con un concerto al teatro "Massimo Bellini" dove l'Orchestra stabile, diretta dal maestro Stefano Ranzani, eseguirà la Sinfonia Eroica di Beethoven.


L'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive aveva ricordato ieri la morte di Raciti, con un minuto di raccoglimento in apertura della riunione settimanale al Viminale. L'Osservatorio aveva commemorato anche il dirigente della società di calcio Sanmartinese Ermanno Licursi, aggredito e ucciso durante una rissa avvenuta il 27 gennaio dello scorso anno nello stadio di Luzzi, in provincia di Cosenza.
Il Progetto operativo integrato, elaborato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nasce proprio da questi tragici eventi, attuato all'indomani della nuova normativa introdotta dal Decreto Amato.
Anche se il fenomeno della violenza teppistica non è stato definitivamente debellato, secondo i dati dell'Osservatorio, sono diminuiti del 35% gli incontri con incidenti e fenomeni di violenza; diminuiti anche i feriti tra i tifosi e le forze di polizia; sono aumentati, invece, i Daspo, sono 3.580, di cui 852 emessi in questa stagione. Hanno contribuito alla diminuzione del numero degli scontri i divieti di accesso agli stadi alle tifoserie violente e le trasferte agli ultras ritenuti a 'rischio'.