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Legislazione
 
Circolari - Commissario per la solidarietà alle vittime di reati di stampo mafioso

Circolare del 18 giugno 2003

Prot. 0365/M/10-2B(2)                                              


AI SIGNORI PREFETTI
LORO SEDI

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO
PER LA PROVINCIA AUTONOMA DI
         TRENTO

AL SIG. COMMISSARIO DEL GOVERNO
PER LA PROVINCIA AUTONOMA DI
         BOLZANO

AL SIG. PRESIDENTE DELLA GIUNTA
REGIONALE DELLA
         VALLE D'AOSTA

 

OGGETTO: Iniziative per la solidarietà ed il sostegno delle vittime dei reati di tipo mafioso - Linee di azione.


 Come è noto, con l'istituzione di uno speciale Fondo per i danni  subiti in conseguenza di reati di tipo mafioso e con la previsione di un nuovo organo - il Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà - la legge 22.12.1999 n. 512 ha inteso rafforzare ulteriormente l'impegno di tutela dello Stato nei riguardi delle vittime della criminalità organizzata di stampo mafioso, potenziando gli strumenti in campo e conferendo effettività ai risarcimenti giudizialmente disposti in favore di tali vittime, alle quali viene in tal modo assicurata la possibilità concreta di ottenere il pagamento di quanto liquidato in sentenza.
 Sin dall'inizio, perciò, le linee di fondo lungo le quali si è mossa l'attività dello scrivente Commissario e degli Uffici di cui direttamente o funzionalmente si avvale - l'Ufficio per le Attività del Commissario e l'Ufficio di supporto al Comitato di solidarietà - sono state prioritariamente indirizzate al raggiungimento delle finalità perseguite dalla legge e dal regolamento di attuazione di cui al D.P.R. n. 284/2001, ponendo in essere una serie di iniziative per la cui realizzazione è risultato fondamentale, come sempre, l'apporto efficace e sensibile costantemente assicurato dalle Prefetture-Uffici Territoriali del Governo.
 Lungo le stesse linee si sta ora sviluppando anche l'azione programmata per il corrente anno, che è mirata a realizzare la missione istituzionale e, in particolare, ad assicurare una applicazione della normativa quanto più ampia e sollecita possibile nell'intento, da un lato, di garantire la più larga ed effettiva fruizione dei benefici previsti da parte delle vittime e, dall'altro, di attestare con sempre maggiore concretezza una presenza dello Stato efficacemente viva ed operosa, percepita realmente come tale dagli interessati, e più in generale dalla comunità civile, così da accrescerne la fiducia verso le Istituzioni ed alimentare il rifiuto e la condanna di simili forme di criminalità.
Obiettivi, questi, che si collocano nel più ampio contesto della complessiva azione per la lotta al crimine organizzato di stampo mafioso, posta in essere dallo Stato anche attraverso interventi di solidarietà tesi a contrastarne gli effetti dannosi, e che vengono realizzati nel quadro delle priorità politiche fissate nell'Atto di indirizzo del Presidente del Consiglio dei Ministri e nella Direttiva generale del Ministro dell'Interno per l'anno 2003, che, nell'ambito della politica della sicurezza e dell'azione di contrasto della criminalità organizzata, mirano ad assicurare anche la massima tutela delle vittime.
L'impegno operativo in tale direzione è rivolto alla realizzazione di iniziative che, sviluppando l'attività portata avanti dal varo della normativa, mirano ad innalzare i livelli complessivi della risposta istituzionale e, più in particolare, a:
1. dare un segnale forte di solidarietà concreta dello Stato nei riguardi delle vittime, assicurando loro in tempi brevi, attraverso la piena applicazione della normativa di sostegno e la più sollecita definizione delle domande di accesso al Fondo, i risarcimenti richiesti;
2. sviluppare la comunicazione istituzionale per promuovere la massima conoscenza delle finalità della legge e dei benefici previsti, al fine di garantirne la più larga ed effettiva fruizione da parte degli aventi diritto;
3. realizzare iniziative di coordinamento e raccordo sul territorio anche attraverso la conclusione di forme di intesa con enti territoriali, proseguendo anche nel monitoraggio delle realtà pubbliche e private operanti per il sostegno e la solidarietà nonché delle iniziative poste in essere, avviato in precedenza con la collaborazione delle Prefetture-Uffici Territoriali del Governo, al fine di conoscere la situazione esistente;
4. nella stessa direzione, rafforzare e far sentire la presenza viva delle Istituzioni sia in sede centrale che locale, favorendo al massimo, anche attraverso punti di riferimento costanti, i rapporti con le vittime per meglio comprenderne le diverse problematiche e coglierne istanze e bisogni, anche ai fini di ogni soluzione praticabile.
E' di tutta evidenza come l'efficace realizzazione di questi obiettivi implichi necessariamente l'azione sinergica delle Prefetture-Uffici Territoriali del Governo, in particolare delle province in cui sono presenti fenomeni mafiosi, e ciò non soltanto in ragione della competenza istituzionale loro spettante per gli adempimenti istruttori sulle domande di accesso al Fondo.
Le Prefetture-U.T.G., infatti, operando sul territorio, rappresentano il naturale e più immediato punto di riferimento in sede locale, presso cui, quindi, gli interessati possono sempre confidare di ricevere sensibile ascolto, e costituiscono inoltre un osservatorio privilegiato della realtà provinciale in tutti i suoi  aspetti, ciò che consente di assicurare quel proficuo raccordo con le realtà pubbliche e private operanti localmente, utile sia per la individuazione di eventuali problemi ed esigenze che per gli interventi da attuare o promuovere per la loro soluzione.
In tale prospettiva, quindi, si indicano qui di seguito le iniziative da realizzare e in corso con riguardo a ciascuno dei suindicati punti, richiamando nella circostanza la disposizione recata dall'ultimo comma dell'art. 5 del D.P.R. n. 284/2001, che fa obbligo alle Amministrazioni interessate di assicurare ogni collaborazione per agevolare l'espletamento dei compiti attribuiti al Comitato di solidarietà e all'Ufficio del Commissario.

1. Gestione delle domande di accesso al Fondo

  Si proseguirà nella progressiva massima riduzione dei tempi dell'iter procedimentale relativo alle domande di accesso al Fondo al fine di portarle a definizione entro il termine dei 60 giorni stabilito dall'art.6, comma 1, della legge n. 512/1999, fatte salve le sospensioni  nei casi previsti dall'art.11 del regolamento di attuazione.
  Risultati estremamente positivi in merito sono già stati conseguiti grazie anche all'ampia e fattiva collaborazione con codesti Uffici; il rafforzato comune impegno in tale direzione potrà consentire la realizzazione di ulteriori contrazioni dei tempi ottimizzando in termini di efficacia ed efficienza l'azione di sostegno. Per tali fini si segnala l'esigenza di:
· contenere, sensibilizzando in proposito anche gli Organi di polizia, il completamento degli adempimenti istruttori di rito previsti dall'art.9 del D.P.R. n. 284/2001 nel termine dei 20 giorni stabiliti, fatte salve le sospensioni di cui al richiamato art.11, onde consentire la tempestiva adozione della deliberazione da parte del Comitato di Solidarietà;
· curare che la notifica della deliberazione adottata venga effettuata con immediatezza, secondo quanto previsto dall'art.13 del regolamento, così da consentire agli interessati di conoscere rapidamente l'esito, sia esso positivo sia esso negativo, delle domande presentate.
  Ai fini di cui sopra, si evidenzia che rapporti diretti con le vittime possono non soltanto semplificare i passaggi procedimentali riducendone i tempi, ma anche costituire uno strumento utile per fornire direttamente ogni necessario chiarimento, testimoniando la presenza viva delle Istituzioni.

2. Campagna di informazione per l'anno 2003

 Le iniziative già assunte in materia, che dovranno proseguire e svilupparsi nei prossimi mesi, sono volte a dare concreta realizzazione agli scopi perseguiti dal Legislatore il quale, nell'istituire il Fondo, ha inteso porre un deciso accento sull'importanza della comunicazione ai fini della piena conoscenza, da parte dei possibili destinatari, delle iniziative di solidarietà  e sostegno in favore delle vittime dei reati di tipo mafioso, onde garantirne l'effettiva fruizione (art.7, lett. e) della legge n. 512/1999).
In adempimento di quanto previsto dall'art.3 del regolamento, che attua la citata disposizione legislativa, è stato pertanto predisposto, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, il programma di informazione per l'anno 2003, che è stato approvato dal Comitato di solidarietà nell'aprile scorso e che, non essendo intervenuta alcuna modifica nella normativa di settore, prevede il riutilizzo di tutti i principali mezzi di comunicazione già impiegati nella precedente campagna iniziata nel novembre 2002 e conclusasi lo scorso aprile.
La campagna di quest'anno prenderà l'avvio nel prossimo mese di ottobre ed al riguardo si fa riserva di specifica circolare illustrativa, implicando la sua realizzazione quella indispensabile azione svolta sul territorio dalle Prefetture-U.T.G. che molto ha contribuito per la positiva riuscita della precedente campagna.
 

3. Coordinamento e raccordo sul territorio;  monitoraggio

 La ricognizione sul territorio dei soggetti operanti e delle attività svolte per il sostegno e la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, avviata in precedenza con la collaborazione di codeste Prefetture-U.T.G., ha segnalato - come del resto prevedibile - l'esistenza di una situazione geograficamente differenziata, con presenze soprattutto nelle regioni meridionali, evidenziando pure come molti siano gli spazi operativi per un maggiore impulso in sede locale e per iniziative di coordinamento e raccordo con gli enti interessati.
Ne è emersa quindi l'opportunità di definire intese con enti territoriali, prime fra tutti le Regioni interessate, attraverso "protocolli" all'uopo predisposti, promuovendo gli occorrenti contatti allo scopo, nella convinzione che per una azione sempre più proficua in termini di efficienza ed efficacia in favore delle vittime di mafia non può prescindersi da un impegno sinergico e da un raccordo costruttivo tra i diversi soggetti che sul territorio operano nel campo della solidarietà a tali vittime.
L'obiettivo che si vuole realizzare con il Protocollo e con altre iniziative congiunte con enti territoriali, da promuovere nel corso dell'anno anche con l'insostituibile apporto delle SS.LL., è infatti quello di accrescere l'impegno complessivo delle Istituzioni - statali, regionali e locali - a sostegno delle vittime, innalzando i livelli della risposta pubblica alle istanze e ai bisogni rappresentati.
E' però indispensabile a tale scopo che risulti sempre aggiornato il quadro di situazione relativo alle realtà pubbliche e private - Regioni, autonomie locali ed altri enti, associazioni, fondazioni, ecc. - attive nel campo, nonché delle iniziative eventualmente poste in essere.
Si pregano pertanto codeste Prefetture di voler far tenere ulteriori utili elementi di informazione al riguardo, nonché sulla eventuale esistenza di problemi od aspetti che eventualmente ostacolino la proficua attuazione delle iniziative di solidarietà, in particolare per quanto concerne i profili applicativi della legge n. 512/1999.
Al fine, inoltre, di verificare la completezza dei riferimenti legislativi regionali già acquisiti dall'Ufficio, le Prefetture-Uffici Territoriali del Governo delle province capoluogo di regione sono altresì pregate di voler indicare quali siano le disposizioni normative eventualmente adottate in materia.
 

4. Rapporti con le vittime

E' certamente un tema, quello dei rapporti con le vittime, di particolare rilievo e delicatezza, che pertanto richiede, da parte di tutti gli Uffici comunque preposti alla materia, di porre in essere ogni sforzo teso quanto più a favorirli, anche attraverso punti di riferimento costanti, per meglio comprendere le diverse problematiche poste e cogliere istanze e bisogni, nonché per individuare le soluzioni praticabili o gli aspetti che siano di eventuale ostacolo alla loro proficua attuazione.
 Sin dall'inizio, quindi, questo tema è stato al centro di ogni iniziativa assunta dall'Ufficio, in un'ottica di massima vicinanza dello Stato alle vittime.
L'immediato avvio della prima applicazione della legge pur con una struttura provvisoria in attesa di quella poi organicamente prevista; l'impegno posto nella riduzione dei tempi per la definizione delle domande di accesso al Fondo, portati ad una media di 2/3 mesi; l'istituzione del "Numero Verde" nell'ambito della campagna di informazione appena conclusasi; la scelta di gestirlo direttamente con il personale dell'Ufficio, a ciò opportunamente motivato e sensibilizzato; la determinazione recentemente assunta di mantenerlo attivo anche dopo la conclusione della campagna, quale riferimento immediato e permanente per le vittime in sede centrale, in aggiunta a quello assicurato in ogni provincia dagli Uffici Territoriali del Governo; l'istituzione di una apposita voce "Vittime di mafia" nell'ambito del sito internet del Ministero dell'Interno, ove sono consultabili tutte le informazioni di dettaglio, le normative di settore, le circolari esplicative e la modulistica occorrente; la programmata conclusione di intese con enti territoriali interessati: tutte iniziative, queste, finalizzate a rafforzare in termini quantitativi e qualitativi la vicinanza delle Istituzioni alle vittime.
In tale contesto è risultata non soltanto imprescindibile, ma altresì preziosa ed apprezzata dagli interessati, anche l'azione svolta quotidianamente dalle Prefetture e dai funzionari preposti, tant'è che da parte delle Associazioni interessate viene pure auspicata l'istituzione di uno "sportello" in ogni Ufficio Territoriale del Governo.
Sul tema dei rapporti con le vittime si ritiene, quindi, di ritornare ancora perché formi oggetto di cura particolare tenuto conto delle dolorose vicende subìte dagli interessati, ai fini di un approccio profondamente attento e sensibile, tale da far concretamente sentire viva e partecipe la presenza delle Istituzioni, prevenendo il radicarsi di situazioni di disagio e isolamento ed, anzi, adoperandosi fattivamente per la ricerca delle opportune soluzioni, onde rafforzare quel sentimento di fiducia che deve permeare il rapporto tra cittadini e Istituzioni.

 Su quanto sopra si attira la cortese e sensibile attenzione delle SS.LL. per le iniziative ritenute più appropriate, pregando inoltre di voler far tenere gli elementi di informazione relativi al monitoraggio di cui al punto 3, nonché cortesi notizie in ordine all'esistenza di eventuali problematiche, esigenze o istanze più ricorrentemente manifestate o comunque localmente percepite, o di questioni che in qualche modo si pongano di ostacolo alla piena applicazione della normativa e alla proficua attuazione delle iniziative di solidarietà.
Si segnala al riguardo che gli elementi richiesti sono necessari anche ai fini degli interventi, amministrativi o legislativi, eventualmente da promuovere in relazione a quanto previsto dall'art. 5, comma 1, del regolamento di attuazione della legge, di cui al richiamato D.P.R. n. 284/2001.
Si ringrazia per la preziosa collaborazione che, come di consueto, è stata sempre proficuamente assicurata dalle SS.LL. e si resta in attesa di cortese risposta, anche se negativa, unitamente ad ogni suggerimento ritenuto utile.


IL COMMISSARIO
(Cortellessa Dell'Orco)