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Interventi e interviste

Interventi - Ministro Roberto Maroni (08.05.2008-16.11.2011)

02.07.2008

Camera dei Deputati. Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata



Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Santolini che mi dà l'opportunità di precisare, ancora una volta, la portata della nostra iniziativa. Si tratta di un'ordinanza di protezione civile firmata dal Presidente del Consiglio il 30 maggio, quindi è in vigore già da un mese. Considero le polemiche degli ultimi giorni infondate e strumentali, inoltre non tengono conto dei contenuti dell'ordinanza. Non vi è alcuna violazione delle norme europee, delle carte dei diritti dei minori, non vi è alcuna violazione di alcuna norma: vi è la necessità di procedere all'identificazione di chi vive negli oltre 700 campi nomadi abusivi esistenti in Italia, al fine di garantire un'identità, cioè un diritto fondamentale, soprattutto ai minori. Nessuna schedatura, ma un censimento che consenta l'identificazione dei minori.
Il suggerimento e la richiesta di procedere ad un programma di scolarizzazione, sollecitato, oltre che dall'onorevole Santolini, anche da alcuni interventi giornalistici molto critici (direi anche offensivi nei confronti del sottoscritto), rappresentano una norma già contenuta nell'ordinanza. Sono meravigliato del fatto che un giornalista che ha il dovere di informare non senta il dovere di informarsi prima di scrivere certe cose. Nell'ordinanza, oltre al monitoraggio dei campi, all'identificazione e al censimento delle persone, si prevede, tra le azioni che devono svolgere i commissari, la realizzazione dei primi interventi idonei a ripristinare livelli i minimi delle prestazioni sociali e sanitarie. In molti campi abusivi, infatti, vi sono condizioni subumane, in cui i bambini sono costretti a vivere con i topi.
Sono previsti, poi, interventi finalizzati a favorire l'inserimento e l'integrazione sociale delle persone, con misure di sostegno e progetti integrati per i minori, e il monitoraggio delle iniziative poste in essere nei campi autorizzati per favorire la scolarizzazione, l'avviamento professionale e il coinvolgimento nell'attività di realizzazione o di recupero delle abitazioni.
Mi pare che l'iniziativa che il Governo ha preso sia un'iniziativa lodevole, che vuole, da una parte, porre fine all'indecenza dei campi nomadi abusivi, e, dall'altra, garantire sicurezza ai cittadini italiani, ma anche e soprattutto ai minori che vivono in questi campi.
Con il Ministro dell'istruzione stiamo studiando il programma di scolarizzazione ed è evidente che non posso accedere alla richiesta dell'interrogante di fare prima il programma di scolarizzazione e poi il censimento, per il semplice motivo che adesso le scuole sono chiuse. Inizieranno a settembre; utilizziamo, quindi, i mesi di luglio e agosto per procedere al censimento e all'identificazione, dopodiché, le assicuro, seguirà un efficace programma di scolarizzazione dei minori.

Signor Presidente, come ho detto nella risposta all'interrogazione precedente, sono oltre 700 i campi attualmente censiti in Italia e la maggior parte di questi sorgono intorno alle città di Roma, Napoli e Milano ma in particolare si trovano anche in tante altre città, tra cui Brescia, Pavia, Padova, Genova, Bologna, Reggio Emilia e Bari. Queste sono le città intorno alle quali si registra la maggior presenza di campi nomadi.
Come ho già detto, abbiamo formulato un'ordinanza di protezione civile per affrontare e risolvere quella che il Governo precedente aveva definito emergenza nomadi (in particolare, l'allora Ministro dell'interno Amato). Da qui la denuncia - che condivido - di un atteggiamento ipocrita nei confronti della nostra iniziativa, così come rilevato anche da molti giornali. Mi riferisco, per esempio, al commento di Magdi Cristiano Allam apparso sul Corriere della Sera che condivide la denuncia di ipocrisia che ho rivolto all'atteggiamento, come scrive Magdi Cristiano Allam, «(...) di chi non vuol vedere che si tratta di un provvedimento che mira ad emancipare i piccoli rom da una diffusa situazione di degrado materiale e di sfruttamento disumano (...)». È questa la realtà che vogliamo eliminare per sempre nei campi in cui si vive in modo disumano.
In ordine ai tempi voglio ricordare che abbiamo incaricato, come ho affermato, dal 30 maggio scorso i tre prefetti di Milano, Roma e Napoli di procedere alla formulazione di un programma di azione. Il censimento dei minori nei campi nomadi non riguarderà solo i rom poiché questo è un altro errore che è stato compiuto, un'altra imprecisione, perché non si tratta solo dei rom, ma di tutti coloro che vivono nei campi nomadi. Infatti, vi sono rom italiani, romeni, extracomunitari e cittadini extracomunitari appartenenti ad altre nazioni. Di tutti costoro intendiamo fare il censimento per vedere chi si trova nei campi nomadi, chi ha diritto di rimanere, in condizioni umane. Chi non ha diritto di rimanere verrà rimpatriato secondo le leggi italiane e le direttive europee. Questa prima operazione verrà conclusa entro il 15 ottobre. Poi si procederà ai provvedimenti necessari e prevediamo di affrontare e risolvere la questione in tempi molto rapidi, al più tardi entro la prima metà del prossimo anno, per fornire una risposta di civiltà all'inciviltà dei campi nomadi abusivi, dove si trova di tutto tranne che condizioni di vita decorose.