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Interventi e interviste

Interventi - Altri ministri e sottosegretari precedenti

04.12.2004

Festività di Santa Barbara a Napoli



Autorità, Signore e Signori, cari Vigili del Fuoco, caro Ing. D'Errico, vigile del fuoco a vita e lo dico con tutto il cuore,  ancora lunga vita!

l'anno scorso celebrammo qui, a Napoli la festa del Corpo nazionale, onorati dalla presenza affettuosa e partecipe del Presidente della Repubblica, cittadino onorario di questa città.

Oggi siamo di nuovo qui, nel giorno di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco. Potremmo dire, e saremmo nel vero, che quello tra Napoli e i Vigili del Fuoco è un legame antico, dato che il Corpo dei  pompieri in questa città fu istituito, tra i primi in Italia, il 23 ottobre del 1859.  Ho ammirato poco fa gli autorevoli registri che testimoniano la storia gloriosa dei Vigili del Fuoco in Italia .
Saremmo nel vero, ma non coglieremmo il significato più forte di questa celebrazione e di tutta questa giornata che proseguirà, per quanto mi  riguarda, con altri eventi, in Prefettura e nella ineguagliabile cornice di Santa Chiara.

 Vorrei dire che oggi non sono presenti a Napoli solamente il Ministro dell'Interno e il Corpo dei Vigili del Fuoco con i suoi vertici nazionali, capeggiati con la consueta passione e competenza dal Prefetto Morcone;  oggi è tutta l'Amministrazione dell'Interno che vuole testimoniare alla città in questo momento il suo fattivo impegno anche per la soluzione di problemi diversi dall'ordine  pubblico e dalla sicurezza.

   Il nostro proposito è quello di testimoniare l'attenzione del Governo alla "Questione Napoletana" in tutte le sue implicazioni economiche, sociali e civili; la nostra ambizione è quella di esprimere  così anche i sentimenti di milioni di italiani, che in questa città vedono un patrimonio irrinunciabile dell'intero Paese.

 I problemi di Napoli sono, l'ho già detto e lo ripeto, problemi nazionali: lo sa bene il  Governo, lo sa altrettanto bene il Parlamento che, grazie all'iniziativa unitaria  assunta di recente dai deputati napoletani di entrambi gli schieramenti, potrà presto iniziare l'esame  di alcune norme penali, specificamente rivolte a combattere la criminalità organizzata.

Ferma restando, per questo aspetto, la preminente competenza del Ministro della Giustizia, tengo a dire che comunque sarò sempre a disposizione del Parlamento per fornire ogni utile contributo al miglior esito di questi lavori.

Consentitemi con una breve divagazione di affermare che noi vogliamo contrastare e colpire la camorra con la massima determinazione e con tutti i mezzi di cui possiamo disporre. I risultati che abbiamo colto in questi giorni, nonostante l'imperversare dei delinquenti, ci incoraggiano a procedere con accresciuta energia.

L'impegno che ho assunto di fronte al Parlamento e al Paese sarà mantenuto grazie soprattutto allo spirito di servizio e alla grande professionalità delle nostre forze dell'ordine.

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sanno bene cosa fare, sanno dove mettere le mani, sanno coordinarsi efficacemente tra di loro e con la magistratura che sapientemente li guida. Lasciamoli, dunque, lavorare in pace e preoccupiamoci, soprattutto, di sostenerli concretamente. I risultati, come ho detto, cominciano a vedersi. Ed altri ancora più importanti se ne vedranno.

Occorre però mantenere la calma, non cedere alle emozioni, o peggio ancora alla paura, cercando scorciatoie che non porterebbero da nessuna parte.

Occorre avere fiducia perché a Napoli le istituzioni stanno collaborando efficacemente e il governo vuole vincere la partita proprio sulla linea di quella sicurezza partecipata che è uno dei punti forti della sua politica.

Occorre avere fiducia - lo dico con profonda soddisfazione - perché i segnali più vivi e più confortanti vengono proprio dalla città, dal suo orgoglio e, perché non dirlo, dalla sua rabbia: l'orgoglio dei napoletani per la propria storia, la propria cultura, la propria arte; la loro rabbia nel vedere  questa grande eredità e la stessa convivenza civile deturpate  da illegalità e violenza.

*   *   *   *   *

Ma queste cose non devo certo ricordarle a voi, donne e uomini del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. A voi che avete scelto il soccorso come professione e che ogni giorno producete sicurezza nel senso più ampio e nobile del termine, dalla protezione alla difesa civile.

La vostra generosità e la passione per un mestiere senza uguali vi portano sempre in prima linea, quando c'è pericolo e, spesso, anche quando non c'è il pericolo immediato, ma ci può essere disagio e sofferenza.

Alludo, in particolare, alla vostra scelta, fatta l'estate scorsa, di trasformare  la festa nazionale del Corpo in una iniziativa di solidarietà prolungata a favore degli anziani. Quasi 56.000 persone sono state accolte nei vostri reparti, lasciando innumerevoli testimonianze di gratitudine e di affetto, come testimonia la toccante poesia napoletana dedicata ai Vigili da un anziano signore, Gennaro Pesce, proprio qui, nel Comando provinciale di Napoli.

Le molte, affettuose richieste di ripetere l'operazione per Natale dimostrano che ancora una volta avete saputo toccare il cuore della gente, rinnovando la vostra più nobile tradizione.

Di questa stessa tradizione sono parte integrante i Vigili del Fuoco volontari: il loro impegno esprime in modo ammirevole la coscienza civica e la sensibilità umana della nostra gente, e contribuisce a rendere sempre più capillare la presenza del Corpo dei Vigili del Fuoco sul territorio e, di conseguenza, ad abbreviare i tempi di soccorso.  

Sul piano legislativo, l'anno che sta per chiudersi, come ha ricordato il Prefetto Morcone poc'anzi, ha fatto registrare importanti novità: il ripristino del rapporto contrattuale di diritto pubblico, che meglio garantisce il forte contenuto sociale della missione istituzionale del Corpo, e inoltre la legge-delega per rinnovare il suo ordinamento nell'ambito dell'Amministrazione dell'Interno.

Ho letto anch'io il manifesto manoscritto recato poco fa da un vigile del fuoco. Ne raccolgo con animo sereno la critica che contiene. Ben sapendo che c'è una grande distanza tra i meriti dei Vigili del Fuoco e le loro reali condizioni di lavoro e di vita. Posso però assicurarvi, e credo che molti di voi possano renderne testimonianza, che dal giorno in cui ho messo piede al Viminale ho lavorato per ridurre questa distanza.

Anche il disegno di legge finanziaria ora in discussione, nonostante la severità di talune misure adottate per consentire il taglio delle tasse, contiene ulteriori risorse per migliorare le condizioni in cui i Vigili del Fuoco sono chiamati ad operare.
Comunque ben vengano le critiche se servono a sostenere l'impegno comune per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei Vigili del Fuoco.

 Governo e Parlamento, dunque, stanno cercando di corrispondere alle esigenze della missione istituzionale che voi assolvete con così alto senso del dovere.

Perciò mi sento, ancora una volta, di dirvi con grande semplicità ed altrettanta serenità "Grazie di cuore" per quello che avete fatto anche quest'anno; e grazie per quello che continuerete a fare, in silenzio, con generosità e coraggio, sempre capaci di andare "ben oltre i doveri istituzionali", come ha recentemente sottolineato il Presidente Ciampi.

La soglia del dovere è stata certamente oltrepassata da Paolo Cesaretti, Agostino Del Magno ed Emilio De Matteo, i cui nomi hanno reso ancora più lungo l'elenco doloroso dei Vigili del Fuoco caduti nell'adempimento del dovere.

Li ricordiamo oggi con commozione, inviando il nostro pensiero più affettuoso ai loro familiari.

Il loro ricordo vivrà certamente nella nostra memoria, nell'eroismo quotidiano dei Vigili del Fuoco, nella riconoscenza di tutti gli italiani.