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Interventi e interviste

2014 - Interviste - Viceministro Filippo Bubbico

19.11.2014

Guerriglia per lo sgombero dei centri sociali

Colloquio del viceministro Bubbico con il quotidiano La Stampa

«È un momento delicato la violenza può dilagare». Il viceministro Bubbico

Colloquio

di Francesco Grignetti

Preoccupati? Moltissimo. Il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, Pd, non nasconde che al ministero dell'Interno osservino sgomenti la catena di incidenti, aggressioni, tafferugli, scontri, cariche, che sconvolge l'ordine pubblico in Italia. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha appena lanciato un appello affinché «l'incolumità fisica delle forze dell'ordine venga considerato un valore da tutelare accanto al diritto di manifestare e al pari diritto della libertà di pensiero». Negli incidenti del 14 e 15 novembre, ad esempio, quando il sindacato di base Usb organizzò il cosiddetto 'sciopero sociale' in tutt'Italia, ricorda ancora Alfano che «ci sono stati quindici feriti tra gli uomini delle forze di polizia e troppo silenzio. Gli antagonisti hanno cercato lo scontro, ma i nostri uomini hanno avuto la capacità di non dare alibi»
Ora arriva anche l'episodio di Milano, quando lo sgombero di alcune case occupate si trasforma nell'ennesima guerriglia urbana, ed ecco che al ministero dell'Interno le voci si fanno accorate. «Noi - dice Bubbico - ci rendiamo conto di essere nella fase più complicata della recessione. È la strettoia più difficile, perché la percezione della crisi è all'apice, i disagi economici e sociali sono evidenti e reali, con il che ci sono tutte le pre-condizioni per cui possono accendersi fenomeni di protosta e di opposizione».
Al Viminale ormai si attendono il peggio, insomma. La somma di rabbia, paura, disperazione, sta diventando una miscela esplosiva. E i sindacalisti del settore danno voce all'angoscia di chi è chiamato a fare il proprio dovere già sapendo che in piazza dovrà fare da bersaglio. «Un'indegna spirale di violenza», la definisce Daniele Tissone, del Silp, il sindacato degli agenti affiliato alla Cgil. «I poliziotti sono utilizzati come parafulmini», lamenta anche Felice Romano, del Siulp, affiliato alla Cisl.
Un tentativo di smorzare le tensioni è l'istituzione di tavoli comuni tra sindacati e ministero dell'Interno, per la cosiddetta "governance condivisa" delle prossime manifestazioni. «Noi - insiste Bubbico - siamo consapevoli delle difficoltà e delle criticità... Ma è fondamentale che tutti se ne rendano conto. A tutti chiediamo senso di responsabilità e prudenza». E in quel "tutti" ci sono politici e sindacalisti, opinion maker e personalità dell'economia, chiamati ad abbassare i toni e a non esasperare inutilmente gli animi.
A guardarsi attorno, però, sembra proprio che quello di Bubbico sia un appello destinato a cadere nel nulla. Al tavolo della "governance condivisa", ad esempio, partecipano i sindacati storici, quelli che non hanno mai fatto mancare tatto e prudenza. Non ci sono gli altri, quelli più radicali. Saranno pure interlocutori scomodi, ma è con loro che necessariamente il ministero deve trattare. Perciò la domanda a Bubbico è d'obbligo: scusi, non è con i moderati che dovreste sedervi al tavolo, ma con gli brutti, sporchi e cattivi sennò non serve a niente. O no? «Già, ma gli sporchi brutti e cattivi non esistono in astratto. Tantomeno a priori. Ci si rivela brutti sporchi e cattivi solo alla prova dei fatti. Noi comunque il tavolo di confronto l'abbiamo offerto a tutte le sigle, purché esprimano una rappresentanza nazionale e accettino il confronto. Però poi se chi non è portatore di questa visione ne rimane fuori, addirittura perché rifiuta il concetto stesso di organizzazione del proprio punto di vista, è per sua libera scelta, non nostra».