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Lotta alle mafie

26.11.2013

Convegno a Palermo sulle strategie europee antimafia

Presentato nella sede della Direzione investigativa antimafia il testo unico europeo contro mafie e riciclaggio, con il presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, il presidente della commissione parlamentare Ue contro le mafie Sonia Alfano, il viceministro Bubbico e il direttore dell'Anbsc Caruso. Omaggio alle vittime nel 'Giardino della memoria'

Esiste una dimensione europea per la criminalità organizzata?

Si, sia sotto il profilo delle strategie mafiose di investimento 'oltralpe' in attività, beni e servizi, sia sotto il profilo delle azioni di contrasto da parte dell'Unione europea, che si è recentemente dotata di una commissione parlamentare dedicata (Crimine organizzato, corruzione e riciclaggio di denaro - Crim) e ha prodotto un testo unico di contrasto alle mafie e al riciclaggio approvato nell'ottobre scorso e presentato questa mattina a Palermo nella sede della Direzione investigativa antimafia (Dia) nel corso del convegno 'Le mafie nel mirino dell'Europa - Le strategie di contrasto a crimine organizzato, corruzione e riciclaggio di denaro attraverso il testo approvato dal Parlamento europeo e la direttiva relativa al congelamento e alla confisca dei beni proventi di reato nell'Ue'.

Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Commissione bicamerale antimafia Rosy Bindi, Sonia Alfano, presidente della Crim, il viceministro all'Interno Filippo Bubbico, il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) Giuseppe Caruso.

L'evento ha dato spazio al presente - la situazione attuale, le prospettive future - e al passato, con l'omaggio alla memoria per non dimenticare chi è vissuto e morto per combattere la mafia. Un omaggio reso da Rosy Bindi, accompagnata da Sonia Alfano, da Bubbico e dal prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, al 'Giardino della memoria', inaugurato nel 2005 e gestito dal gruppo siciliano dell'Unione nazionale cronisti italiani (Unci) e dalla sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati (Anm).

Tanti alberi, uno per ogni vittima da ricordare, come Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti di scorta uccisi dalla mafia con loro, o il giornalista Beppe Alfano, padre della presidente della Crim. «Un modo autorevole per testimoniare il passato guardando al presente e pensando al futuro», ha detto Bindi del Giardino, che rappresenta secondo Bubbico «una novità in positivo non solo per la Sicilia».

Nella sede della Dia - ospitata, ha ricordato il direttore Arturo De Felice, in un bene demaniale, «con risparmio di soldi pubblici» - si è parlato invece di presente, e di strategie future.

«All'estero i mafiosi non si occupano di usura ed estorsioni, ma investono da esperti e abili manager, aprono attività e offrono beni e servizi di alto spessore, a prezzi molto bassi inizialmente», ha illustrato la situazione Caruso riferendosi in particolare alla 'ndrangheta che «ora come ora ha la leadership nel traffico delle sostanze stupefacenti e ha maggiore liquidità per poter pagare e investire». Questo sistema genera «un impoverimento della concorrenza», e rende «difficile per le Forze dell'ordine del posto poter intervenire, anche perché non hanno la capacità che abbiamo affinato noi nel Meridione nel contrasto alla criminalità organizzata».

La difficoltà maggiore nel mettere a punto un testo normativo europeo contro mafie e riciclaggio è stata, effettivamente, ha spiegato Sonia Alfano, nel «sintetizzare 27 modi diversi di concepire le forme di contrasto alla criminalità organizzata superando la concezione che considerava la mafia un problema limitato ai nostri confini geografici». Il testo tratta una serie di aspetti fondamentali, come confisca e riutilizzo a scopi sociali dei beni sottratti ai criminali, riconoscimento del reato di associazione mafiosa nei 27 Stati membri, trasparenza dei fondi pubblici, contrasto al riciclaggio di denaro, ma l'obiettivo da raggiungere, ha sottolineato Alfano, è «l'armonizzazione dei sistemi giudiziari europei».

In Italia, ha assicurato Bubbico, «l'impegno a rendere più coerente la lotta alla mafia, annunciato dal ministro Anglino Alfano al G6, è una priorità del governo Letta». Il viceministro auspica «una revisione feconda degli strumenti legislativi del nostro Paese perché i patrimoni sottratti alle mafie possano essere restituiti al ciclo della produzione economica». Bisogna anche, secondo Bubbico, «agire perché le istituzioni locali diventino piu' forti e impermeabili al controllo e ai condizionamenti mafiosi». L'esperienza infatti, «ci dice che un Comune sciolto per mafia lo sarà di nuovo, e ciò rappresenta una fragilità del sistema locale», ha aggiunto il viceministro esprimendo scetticismo sull'attuale sistema che vede concentrati nel sindaco poteri di nomina e revoca di assessori e dirigenti esterni, a fronte del depotenziamento dei consigli comunali.