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Dalle Prefetture

2006 - Marche - Pesaro e Urbino

23.12.2006

Prefettura di Pesaro e Urbino: sicurezza stradale e rifornimento energetico i temi affrontati nel corso delle due riunioni della Conferenza permanente



Prefettura di Pesaro UrbinoSi sono svolte a Pesaro nelle giornate del 6 e 12 dicembre due riunioni della Conferenza permanente costituita presso la Prefettura-U.T.G. di Pesaro e Urbino.

Nel corso della prima riunione sono state esaminate le problematiche relative alla sicurezza stradale.
Anche la Provincia di Pesaro e Urbino è colpita con frequenza da incidenti stradali, spesso dall'esito tragicamente fatale, soprattutto per i giovani.
Pur nella consapevolezza che si tratta di una problematica assai complessa, alla quale non è possibile dare una unica risposta, nel corso della riunione sono state esaminate le iniziative da assumere.
Si è trattato di un primo passo, infatti, si è deciso di costituire due tavoli di lavoro:  uno per la predisposizione di misure operative e repressive ed un altro per l'esame delle iniziative di natura preventiva e sociale.
Il Prefetto ha concluso il proprio intervento esprimendo il convincimento che se i provvedimenti che verranno assunti riusciranno a salvare anche solo un vita umana, ogni impegno sarà stato proficuamente profuso.
In data 20 dicembre, inoltre, il Prefetto ha convocato presso la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo  i due tavoli tecnici costituti per affrontare i problemi della sicurezza stradale.
Il coordinamento dei due tavoli di lavoro permanenti è stato affidato all'Assessore Provinciale Giuseppe Lucarini, per quanto riguarda le problematiche della prevenzione e dell'educazione in materia di sicurezza della circolazione stradale ed alla dr.ssa Cinzia Ricciardi, comandante della Polizia Stradale, per quanto riguarda gli aspetti operativi e repressivi.
Ai coordinatori dell'iniziativa è stato dato il termine del 31 marzo 2007 per varare le iniziative che saranno elaborate.

Nel corso della seconda riunione della Conferenza Permanente sono state esaminate le problematiche relative al rifornimento energetico che si qualificano sempre più fondamentali per il nostro Paese.
Nello scorso mese di gennaio il perdurare di condizioni atmosferiche particolarmente avverse e la riduzione degli approvvigionamenti di gas naturale proveniente dalla Russia imposero la necessità di adottare misure eccezionali per affrontare il momento di particolare crisi energetica.
In tale frangente il Ministero delle Attività Produttive in data 23 gennaio 2006 fu costretto ad emanare un Decreto Ministeriale concernente "norme transitorie in materia di media aritmetica delle temperature dell'aria nei diversi ambienti di ogni singola unità immobiliare e di durata massima giornaliera di attivazione degli impianti termici destinati alla climatizzazione invernali".
Con il suddetto provvedimento ad alcune categorie di edifici tra i quali quelli adibiti ad uffici pubblici fu ridotto di un grado la temperatura massima consentita e fu ridotto di un'ora il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento.
In questo contesto lo scorso 26 gennaio fu convocata la riunione della Conferenza Permanente ed in quella occasione furono illustrati i contenuti dei provvedimenti ministeriali e furono diffuse alcune possibili iniziative per il risparmio energetico.
Nello scorso mese di agosto questa Prefettura-U.T.G. ritenne di dover attivare una rilevazione per verificare lo stato degli impianti di riscaldamento degli uffici della pubblica amministrazione.  Nel corso della riunione sono stati resi noti i risultati.
Sono stati restituiti 85 questionari, ben più del numero degli uffici interessati alla rilevazione e questo perché alcuni uffici hanno risposto anche per gli uffici e reparti dipendenti. Ciò è sintomo di grande disponibilità e sensibilità alle problematiche rappresentate.
L'indagine ha consentito di valutare che gli edifici ove sono ubicati gli uffici della pubblica amministrazione sono in gran parte assai vecchi infatti; solo 37 su 85 sono stati costruiti dopo il 1971.
Anche le caratteristiche costruttive sono scarsamente orientate al risparmio energetico:  infatti su 85 edifici solo 47 sono dotati di doppi vetri che forniscono un adeguato isolamento mentre gli altri 38 utilizzano finestre con vetro semplice o comunque non isolato.
Così pure gli infissi sono per la maggior parte in alluminio 56 e 24; in legno in alcuni uffici addirittura convivono nello stesso edificio infissi di diverso tipo.
Anche le condizioni di manutenzione lasciano un po' a desiderare se si considera che negli ultimi dieci anni nessun edificio della P.A. ha subito ristrutturazioni complessive.
L'isolamento è scarsamente curato.
Per quanto riguarda le specifiche caratteristiche degli impianti di riscaldamento in 43 casi l'impianto è centralizzato ed in 42 casi è autonomo.
Il rispetto dei tempi di riscaldamento e della temperatura è rigoroso.
Il metano è la fonte energetica più utilizzata:  72 uffici, ma convive anche con 12 uffici riscaldati a gasolio e con 1 riscaldato elettricamente.
Anche la vetustà degli impianti non depone a favore della loro efficienza; infatti solo 37 casi su 85 hanno un impianto recente ossia installato dopo il 1999 mentre i restanti 48 sono più vecchi.
I terminali degli impianti sono in maggioranza dei termosifoni ma vi sono anche termoconvettori e riscaldamenti a pavimenti.
Un punto dolente è relativo alla produzione dell'acqua calda che, in ben 57, casi è prodotta con dispendio di energia da impianti diversi da quello di riscaldamento ed in ben 19 casi si tratta di utilizzare energia elettrica che come è noto è il sistema più dispendioso per ottenere calore.
Dalla rilevazione emerge che si vanno sempre più diffondendo nella Pubblica Amministrazione  anche impianti di raffrescamento e condizionamento dell'aria.   Tali iniziative sono però attuate sostanzialmente mediante l'installazione occasionale di apparecchi condizionatori; in molti casi sono impianti mobili meno efficienti e assai dispendiosi.
La rilevazione ha accertato la presenza di un impianto di riscaldamento dell'acqua che utilizza pannelli solari.
In conclusione dalle rilevazioni è emerso uno stato di generale attenzione e rispetto della normativa in tema di tempi di riscaldamento degli uffici ma nel contempo emerge che in generale gli edifici nei quali sono ospitati gli uffici pubblici di questa provincia sono poco efficienti sotto il profilo energetico sia per la loro vetustà sia per la inesistente opera di manutenzione straordinaria sia per la scarsa efficienza degli impianti di riscaldamento taluni separati da quelli della produzione di acqua calda.
Infine i sistemi di climatizzazione essendo realizzati in maniera non coordinata non sono affatto efficienti e finalizzati al contenimento energetico.
Da questi elementi di valutazione sono scaturite due conseguenze operative: la prima è l'invito ai Dirigenti pubblici a valutare gli interventi di manutenzione nei propri uffici anche sotto il profilo del risparmio energetico e quindi ad adottare e a segnalare alla Prefettura anche modeste iniziative finalizzate al contenimento energetico.
La seconda sarà una relazione ai Ministeri della Funzione Pubblica, dell'Ambiente della Tutela del territorio e del Mare, delle Attività Produttive e del Ministero dell'Interno per attirare l'attenzione dei suddetti dicasteri sulla problematica sopra esposta che è fondamentale per lo sviluppo del Paese.