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Dalle Prefetture

Toscana - Arezzo

16.12.2005

Seminario sulla Documentazione Unica di Regolarità Contributiva - DURC

Saluto del Prefetto di Arezzo Maurizio di Pasquale

16 dicembre 2005

Qualche anno fa, all'indomani dell'approvazione delle leggi Bassanini, in materia di semplificazione amministrativa, ho avuto modo di leggere un articolo nel cui corpo compariva un paragrafo dal titolo provocatorio : "Il paradosso della semplificazione" , titolo provocatorio ma quanto mai adeguato ad un corpus normativo, ormai divenuto tanto intricato - anche a causa della crescente complessità della vita sociale - da essere, talora, poco intellegibile anche per gli addetti ai lavori .
Paradossale, poichè poteva sembrare alquanto singolare il postulare la semplificazione di ciò che per sua natura dovrebbe già essere semplice: l'azione amministrativa.
L'interessante contributo si concludeva con l'affermazione che: "semplificare vuol dire rendere semplice, cioè rendere chiaro, facile e comprensibile ciò che invece è oscuro, complicato e difficile da capire e da gestire".
In buona sostanza, semplificare vuol dire rendere più snella, agile e rapida l'azione della pubblica amministrazione.
Il convegno di stamani rappresenta, in questa logica, un esempio concreto di cosa significhi "fare semplificazione" e farla bene, con un ritorno concreto, positivo per la comunità.
Un ritorno che è ancor più importante in quanto si concretizza in un aumento di effettività della tutela di un soggetto particolarmente debole : il lavoratore del settore edile.
La sottoscrizione, su proposta della Provincia di un protocollo d'intesa tra soggetti pubblici e privati teso a semplificare ed accelerare le procedure di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva si pone come un'esperienza di semplificazione concretamente orientata a risolvere e gestire i bisogni di un territorio e le sue problematiche.
Si tratta di un'iniziativa che si inserisce nell'alveo di una pluriennale collaborazione su un tema estremamente delicato, quello della sicurezza sul lavoro, che vede fortemente coesi tutti i soggetti  a vario titolo interessati e che si traduce in un complesso di attività, anche molto diverse tra loro, che tendono a creare un "clima" di attenzione condivisa su un settore ad alto rischio.
Non è un caso che oggi io intervenga con grande piacere a questo seminario e proprio domani sia chiamato ad intervenire ad un'iniziativa sempre in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro presso l'istituto tecnico industriale "Galileo Galilei", per affrontare il tema sotto il profilo del rapporto tra legalità e sicurezza secondo l'ottica importantissima della formazione dei nostri giovani.
Concludendo questo mio intervento di saluto vorrei ritornare su un tema a me molto caro,ovvero quello della collaborazione interistituzionale di cui questa  provincia rappresenta un esempio veramente peculiare. Sono ormai alla mia quarta sede come prefetto e devo dire di non avere mai visto praticati così come avviene ad Arezzo principi quali quello della cooperazione, della concertazione dell'integrazione operativa tra enti.
Non esistono particolarismi e ripartizioni rigide di competenze, esistono solo ed unicamente obiettivi comuni da raggiungere per il benessere e la sicurezza della comunità.
Gli studiosi che si occupano in chiave sociologica delle problematiche dei territori usano l'espressione "fare rete" per indicare il complesso di relazioni capillari ed interconnesse tra tutti gli attori locali, pubblici e privati, che concorrono allo sviluppo del territorio stesso e sottolineano come il risultato che testa l'efficacia della rete sia proprio l'attivazione di processi di comunicazione consolidati  duraturi tra tutti gli enti: obiettivo che nel nostro territorio vedo pienamente conseguito.
Devo dire che si tratta di un'esperienza particolarmente gratificante per chi come me serve un' amministrazione a competenza generale come il Ministero dell'Interno che fa del rapporto con le autonomie locale e con tutti i soggetti che concorrono alla coesione sociale la propria missione istituzionale.
Con l'auspicio di poter continuare nel cammino intrapreso per raggiungere traguardi sempre più significativi, auguro a tutti buon lavoro.