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Speciali

Conferenza dei Prefetti 2013

13.06.2013

Il Presidente Napolitano alla Ssai: «I prefetti custodi del principio di unitarietà e interesse nazionale»

Calorosa accoglienza per il Capo dello Stato e il ministro dell’Interno Angelino Alfano all’apertura dei lavori della Conferenza dei prefetti 2013

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È iniziata con l’applauso che l’Aula Magna ha tributato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la prima giornata della Conferenza dei prefetti, in corso di svolgimento alla Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno a Roma.

In apertura, il capo di Gabinetto del Viminale Giuseppe Procaccini ha illustrato i lavori delle due giornate della conferenza.

Ministro dell'Interno Angelino Alfano

Gli onori di casa li ha fatti il ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha sottolineato l’importanza di questo evento e della presenza del Capo dello Stato, che attesta il ruolo fondamentale della figura del prefetto per l’ordinamento dello Stato. Funzione prefettizia che, come ha detto Alfano, si intende rafforzare ulteriormente.

Il ministro dell’Interno è intervenuto, quindi, analizzando il quadro in cui i prefetti si sono dovuti muovere negli ultimi venti anni: in una sorta di ‘doppia devoluzione’ verso l’Europa e verso gli enti locali, dimostrando sensibilità nel portare al centro le istanze che giungono dai territori e che si traducono, poi, in politiche pubbliche.

I prefetti, ha proseguito Alfano, sono a garanzia della coesione sociale sulla base della legalità che incide quotidianamente sulla qualità della vita. Libertà dalla paura, quindi, che si traduce anche in controllo e vigilanza della rete internet e dei social network, lungi da comprimerne la libertà di espressione, ma che spesso colpisce i più piccoli e più deboli attraverso cybercrime e cyberbullismo. Ma anche attenzione verso la violenza di genere su cui il governo ha già individuato una task force che rafforzi gli strumenti efficaci già esistenti come dimostrano le oltre 35000 denunce per stalking. Altro punto nodale, le leggi contro corruzione e mafia devono andare nella direzione di salvaguardare le leggi di funzionamento del mercato perché altrimenti si comprime il merito delle nostre imprese specialmente quelle in regola e non conniventi con le organizzazioni criminali e il malaffare.

Ma i prefetti, ha detto Alfano, sono anche protagonisti di una funzione di sicurezza integrata e sussidiaria realizzata attraverso i protocolli d’intesa che sottoscrivono sul territorio con imprese e attori sociali.

Sull’emergenza immigrazione, il ministro dell’Interno ha lanciato, poi, l’idea - anticipata in sede GAI al Consiglio Ue - di un evento europeo da allestire a Lampedusa che diventerebbe una sorta di ‘checkpoint Charlie’ non più tra Est e Ovest ma tra Nord (rappresentato dall’Italia e dall’Occidente) e Sud del mondo come porta sull’Africa.

Ssai, il palcoAtteso e seguitissimo da tutti i prefetti in aula è stato l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in apertura, ha lodato l’iniziativa di questa Conferenza apprezzandone l’ampiezza di respiro e come un contributo alle istituzioni e che riafferma il ruolo dei prefetti e delle prefetture.

La complessità della funzione prefettizia, infatti, secondo Napolitano, è accresciuta dalle difficoltà che stanno incontrando le imprese e il mondo del lavoro, e dalle tensioni sociali.
Per affrontare queste difficili situazioni è necessario seguire – ha esortato il Presidente – un forte principio di unitarietà e di interesse nazionale che, ha detto rivolgendosi ai prefetti, «sono sempre stati la vostra bussola nel servizio che quotidianamente prestate alla Repubblica».