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Speciali

Conferenza dei Prefetti 2013

14.06.2013

Letta: «Rilanciamo l’orgoglio del servizio pubblico»

Nel giorno dell’incontro a Roma dei ministri europei delle finanze e del lavoro, il presidente del Consiglio alla Scuola superiore dell'amministrazione dell'Interno esorta i prefetti a farsi carico dei mutamenti sociali e all’ascolto del territorio

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Il presidente Letta alla SsaiDisagio sociale, occupazione, nuova architettura dello Stato, senso del servizio pubblico. Sono questi i passaggi fondamentali dell’intervento di stamattina del presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta alla Conferenza dei prefetti 2013 in corso alla Ssai.

Il disagio sociale, legato all’emergenza occupazione e le sue conseguenze nella vita quotidiana dei cittadini, «drammi individuali - ha detto il presidente Letta - che diventano poi collettivi», sono i problemi che ogni giorno i prefetti si trovano ad affrontare sul territorio. L’esordio del discorso di Letta si lega anche all’importante appuntamento a Roma tra i ministri europei del lavoro e delle finanze. Roma diventa oggi la ‘capitale europea’ della lotta degli europei contro la disoccupazione, soprattutto quella dei giovani, ha aggiunto il presidente del Consiglio. Con questo intento, l’Europa non si affida solo ai ministri dei numeri e delle finanze, ma cerca di affrontare il tema più drammatico: la mancanza di lavoro e di prospettiva per i giovani. «La fatica sociale dei territori in cui operate – ha detto Letta rivolgendosi ai prefetti in aula – deve essere nel vostro lavoro la questione principale, il dramma vero che affrontate tutti i giorni».

Di fronte a questa fatica sociale spesso i prefetti devono «imparare nuove competenze». L’invito di Letta è quello di accompagnare il cambiamento sociale e di farsene carico, anche sul fronte del mutamento dell’architettura delle istituzioni, ricordando la riforma della Carta fondamentale di cui si discute in questi giorni, «quando lo Stato non è all’altezza della aspettative - ha sottolineato - si moltiplicano costi e i problemi».

Nell’amministrare i territori, Letta ha chiesto a tutti i soggetti di reinterpretare la parola semplicità, immaginando nuove forme di amministrazione più snelle, come i cittadini si aspettano dalle istituzioni. Il presidente del Consiglio ha per questo esortato i presenti a rilanciare l’orgoglio del servizio pubblico, spesso calpestato dall’idea che ciò che è pubblico è inefficiente, ricordando, invece, che il servizio dello Stato è sinonimo di interesse generale, un invito che – ha concluso - sono sicuro di consegnare nelle mani migliori, a chi è «architrave del senso del servizio pubblico nei territori che voi rappresentate. Dobbiamo tutti essere d’esempio».