Home  |  Sala Stampa  |  Speciali  |  Conferenza dei Prefetti 2013  |  Sicurezza informatica imperativo globale

Speciali

Conferenza dei Prefetti 2013

14.06.2013

Sicurezza informatica imperativo globale

Prevenzione e collaborazione internazionale contro i crimini on line, ma anche cambio culturale per combattere la violenza di genere. Questo e altro nella tavola rotonda conclusiva della due giorni alla Ssai, moderata dal viceministro Bubbico

nostro servizio

Ssai, 14 giugno 2013

La questione centrale è combattere il crimine informatico, «la più grande sfida da affrontare» come lo definisce il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, tutelando sia la libertà di espressione sul web che il diritto alla sicurezza degli utenti, soprattutto quando si tratta di ragazzi, più esposti degli altri a rischi come pedopornografia on line o cyberbullismo.

Questo il punto che emerge dagli interventi dell'ultima tavola rotonda in programma nella due giorni alla Ssai, quella sul tema delle nuove frontiere della criminalità e risposte possibili, coordinata dal viceministro Filippo Bubbico.

Se, come avverte il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti, «sulla cybersecurity si  gioca un pezzo importante della sicurezza mondiale», è oggi anche un'altra la sfida urgente, la lotta contro la violenza di genere e il 'femminicidio', con oltre 120 donne uccise l'anno scorso, secondo i dati forniti dal ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem.

Su entrambi i fronti l'Italia ha già in campo politiche di contrasto efficaci: basti pensare al lavoro della Polizia postale contro il cybercrime, «una nostra eccellenza», per Cancellieri e Minniti, alla ratifica in corso della Convenzione di Istanbul contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, al lavoro dell'Osservatorio sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), voluto dallo scomparso capo della Polizia Manganelli, ricordato in aula, all'opera di associazioni a tutela dei minori come Telefono azzurro, che gestisce per il ministero dell'Interno il numero di emergenza 116000 per la segnalazione di minori scomparsi.

Ma bisogna fare di più a 360°, avvertono i relatori. Per esempio, contro il riciclaggio dei soldi del narcotraffico, fenomeno globale capace, ha ricordato Minniti, di «svuotare le democrazie» perché colpisce al cuore l'economia. Stesso discorso per la lotta alle mafie e ai loro patrimoni, tema ripreso dal ministro Cancellieri, che ha insistito sull'esportazione in Europa della nostra legislazione sulla confisca dei 'beni mafiosi' e sulla necessità di rendere più efficace l'azione dell'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Tornando al crimine informatico e alla protezione dei minori il crimine emergente è la violenza fra coetanei, il bullismo in rete, che colpisce soggetti deboli (i disabili) o percepiti diversi per etnia od orientamento sessuale. Bisogna supportare, sostiene il presidente di Telefono azzurro Ernesto Caffo, la rete tra istituzioni e società civile, il cui perno sono le prefetture, creando una nuova cultura e nuove misure di segnalazione, più tempestive.

E poi c'è la piaga del femminicidio, legato alla violenza di genere e allo stalking, oggi accentuato, secondo l'onorevole Mara Carfagna, dalla crisi economica e dal disagio sociale. Pesa anche «l'uso distorsivo delle tecnologie informatiche», per fare bullismo ad esempio, hanno osservato sia Carfagna che Isabella Rauti, consigliere del ministro dell'Interno per il contrasto a violenza di genere e femminicidio.

Per questo, oltre agli strumenti già operativi, come la legge sullo stalking del 2009, l'aggiornamento costante delle Forze dell'ordine o le campagne di sensibilizzazione, è necessario, secondo Rauti, introdurre misure per «tutelare i diritti umani on line».